
La manovra da 24,9 MLD in 2 anni è insufficiente sia dal punto di vista della quantità che della qualità.
Come scritto in passato servono molti più soldi, inoltre quella cifra è biennale e non annuale.
Quanto alle misure, ve ne sono alcune una tantum come il condono edilizio, come sempre si prevedono grosse entrate derivanti dalla lotta all’evasione fiscale che poi non si verificheranno, o si sovrastima il PIL; invece come provvedimenti rigorosi abbiamo i tagli agli enti locali, ad altri enti, il blocco dell’aumento degli stipendi (ecco perché scrivo di manovra mediocre ma non pessima dal punto di vista del rigore).
Per raddrizzare la baracca servono “lacrime e sangue” che un governo politico non è in grado di fare, situazione resa ancora più complicata dalla promessa di Berlusconi di non aumentare le tasse.
Giustamente in questi giorni i nostri titoli di Stato si stanno ulteriormente svalutando, se non si cambia la manovra nel senso dell’austerità o peggio la si annacqua la speculazione alzerà la testa, a quel punto saremo costretti a varare una stangatona, probabilmente a Palazzo Chigi non ci sarà più Berlusconi ma un tecnico (Draghi, Monti o Tremonti) che dovrebbe raddrizzare la baracca ma con probabili rivolte sociali, dato che bisognerà agire da una parte aumentando le tasse e dall’altra tagliando pesantemente lo stato sociale.
Alla luce di ciò è ovvio che bisogna stare alla larga dai titoli della nostra Repubblica.
Il CCT 1/3/17 ci fa vedere l’ulteriore calo di questa settimana, prima sui rumors di questa manovra debole, poi la conferma.
Mentre scrivo leggo che nella maggioranza di governo vi sono profonde spaccature sulla manovra, credo che ciò peggiori la situazione ed acceleri l’uscita di scena di Berlusconi.
Come si vede ci attenderanno tempi duri.